RASSEGNA STAMPA 30/05/2018
Fonte: Healthdesk

Chi l’ha detto che l’urologo cura solo i maschi?

Occorre superare la visione maschile dell’urologia: è il messaggio che viene dal Congresso Urop (Urologi ospedalità privata) che si è concluso sabato 24 maggio a Salerno.

Le donne, per esempio, in generale non sanno che l’urologo è in grado di risolvere definitivamente una condizione invalidante che può durare per anni, la cistite, «causa del 25% di assenze dal lavoro nell’arco di un mese».

La cistite è una malattia «che va assolutamente curata nelle fasi iniziali della sua insorgenza» avverte Stefano Pecoraro, presidente del congresso. «Ne soffrono le donne di tutte le età – precisa – la malattia può insorgere anche senza nessuna patologia correlata. È necessario ricorrere subito a terapie specifiche per evitare la cronicizzazione della malattia che rende la donna vulnerabile alterandone il suo stato sociale e sessuale».

Anche in questo caso «la prevenzione è fondamentale» aggiunge Pecoraro. «L’igiene e l’idratazione sono al primo posto. Anche le minzioni non devono essere rallentate – aggiunge – le ritenzioni di urina provocano sforzi all’interno del muscolo della vescica e ne alterano la sua contrattilità».

Durante il congresso, aperto da una sessione dedicata alla live surgery in diretta via satellite dalle sale operatorie della Malzoni Neuromed, non sono mancati momenti dedicati alla presentazione di nuove tecniche chirurgiche mininvasive come i laser di nuova generazione e la radiofrequenza che permettono la conservazione della sessualità, soprattutto per l’eiaculazione e il ripristino di un’attività sessuale ottimale alterata dall’ingrossamento della prostata».

Leggi l’articolo

ATTIVITÀ PIÙ RECENTI

In,

Non-surgical management of benign prostatic hyperplasia: An updated review of current literature and state of the art on natural compounds and medical therapy.

Premessa sul tema dell’antibiotico resistenza.

Gli Antibiotici sono stati sicuramente una delle scoperte più importanti dell’uomo. Hanno reso possibile non solo lo sviluppo clinico ma anche sociale ed economico.

Purtroppo, oggi, la crescente resistenza agli antibiotici è diventata una minaccia per la salute pubblica in Europa e nel mondo. Solo 70 anni dopo la loro introduzione, siamo di fronte alla possibilità di un futuro senza antibiotici efficaci per diversi tipi di batteri che causano infezioni nell’uomo.