Congresso nazionale dell’Urop, come combattere la eiaculazione precoce.

Rassegna stampa

25/02/2016 Gazzetta Jonica

Congresso nazionale dell’Urop, come combattere la eiaculazione precoce.

Giardini Naxos – Giornata conclusiva per il X Congresso nazionale dell’Urop, che ha avuto il plauso anche del sottosegretario alla Salute, On. Vito De Filippo, che ha sottolineato  “l’impegno profuso in questi anni e la capacità dell’Urop di innovare in un settore cosi delicato come la salute”.

Dopo la presentazione del nuovo farmaco per combattere il fenomeno della eiaculazione precoce, che colpisce circa 5 milioni di individui, e delle simulazioni con macchinari di ultimissima generazione ad opera dei giovani urologi, ci si è soffermati su un concetto che riguarda l’abbattimento degli interventi chirurgici per l’Ipb, ipertrofia prostatica benigna.

Il Congresso punta a mettere in “soffitta” il bisturi, presentando le novità scientifiche nel campo di questa patologia che interessa l’80% della popolazione dopo i 70 anni di età ed è quella, a livello urologico, più impattante sulla qualità di vita degli uomini. Dai recenti studi i primi sintomi appaiono tra i 35/40 anni e gli effetti si abbattono anche sulla sfera sessuale determinando squilibri con il partner.

La soluzione spesso è la chirurgia e gli urologi, riuniti a Giardini Naxos, discutono sulle nuove fonti di energia laser e radiofrequenze, già adottate nei tanti Centri UrOP con importanti risultati rispetto alle tecniche del passato.

Gli esperti consigliano agli uomini dai 40 anni in su un pit stop dall’urologo che ti aiuta non solo a prevenire patologie tumorali ma anche da a migliorare la qualità della vita.

L’altro tema forte del Congresso ha riguardato la disfunzione erettile con l’impiego

di nuovi farmaci senza effetti collaterali, ottima tollerabilità e rapida efficacia.

La statistica chiarisce, per fasce d’età, l’impatto che ha sulla popolazione maschile:

il 4,6% tra gli individui che hanno dai 20 ai 39 anni, l’1,7% per la fascia 40-49 anni, 15,6% per la fascia 50-59 anni,fino al 26,7% per gli individui dai 60 ai 70anni. In totale sono 3,5 milioni gli italiani che ne soffrono, con un forte impatto nella fascia di età che va dai 20 ai 39 anni.

Viene affrontata, nel corso del Congresso, soprattutto la tematica psicologica sul paziente. La  relazione psicosessuale coinvolge molto la vita di coppia e quindi il rapporto con la partner. Dunque, non solo terapie farmacologiche ma una serena psicoterapia sessuale con lo psicologo.

In alcuni casi, invece, viene in aiuto la chirurgia per il ripristino completo della funzione sessuale, ovvero un intervento chirurgico in “one day surgery” mini-invasivo che, in mani esperte, permette di riacquistare la potenza perduta.

fonte GAZZETTA JONICA