RASSEGNA STAMPA 01/04/2019
Fonte: ANSA | Corriere dell’economia

La tecnologia non si può più fermare

La chirurgia robotica è una simbiosi con una macchina della quale il chirurgo ha l’assoluto controllo; una vera e propria alleanza.

Il reparto di Urologia del Miulli di Acquaviva delle Fonti, forte di una tradizione e di una lungimiranza più che ventennale, è sempre stato all’avanguardia delle tecniche mininvasive laparoscopiche e robotiche.

Negli ultimi dieci anni si è avuto un aumento esponenziale delle prestazioni robotiche che hanno collocato il reparto di Urologia del Miulli tra i primi centri in Italia, con più di 4000 pazienti sottoposti a procedure robotiche.

Il Dr. Giuseppe Mario Ludovico, è stato un pioniere della chirurgia robotica in italia ed all’estero, High volume surgeon con all’attivo quasi 5000 interventi, è Direttore dell’Unità Operativa di Urologia dell’Ospedale Miulli, centro di chirurgia robotica laparoscopica e mini-invasiva, e Vice-presidente dell’Associazione UrOP – Urologi Ospedalità Gestione Privata.

Nel reparto di Urologia la quasi totalità degli interventi viene effettuata in laparoscopia e robotica (prostatectomie radicali extraperitoneali, enucleoresezioni di neoplasie renali, pieloplastiche, pielolitotomie, colposacropessie, cistectomie,) nell’ottica di abbattere i costi sociali della malattia con un continuo riferimento al “valore della cura”.

La chirurgia robotica rappresenta una tecnologia sanitaria di grande interesse e potenzialità che merita una particolare attenzione per ragioni che vanno al di là dell’interesse suscitato. Si tratta, in sostanza, di argomenti che dovrebbero trovare lettori attenti non soltanto nella cerchia dei professionisti, ma anche in coloro che, ai vari livelli di responsabilità delle organizzazioni sanitarie, sono chiamati a confrontarsi con le problematiche delle innovazioni tecnologiche nei contesti clinici.

Questa tecnologia avanzata rappresenta, oggi, un punto di certezza e di elevata professionalità per tutti i pazienti affetti soprattutto da patologie oncologiche.

Il robot “Da Vinci” definisce un sistema di informazioni per il chirurgo soprattutto nelle fasi demolitive contemplando una precisione chirurgica ed anatomica non confrontabile con altre tecniche, provocando un minor danno tissutale ed precoce ritorno alle proprie attività.

L’ampliamento delle indicazioni e la multidisciplinarietà dell’utilizzo del robot in centri chirurgici “High volume” ha reso considerevole il ricorso a questo tipo di tecnologia da parte dei pazienti, con innumerevoli vantaggi economici e sociali in termini di degenza e di ripresa delle attività lavorative.

Argomenti, questi, che troveranno fonte di discussione durante il 14° Congresso Nazionale UrOP , l’Associazione che unisce gli urologi che lavorano nell’ospedalità privata, che quest’anno si terrà in Puglia, nella splendida Valle d’Itria.

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